![]() |
DIPARTIMENTO DI STORIA DELLE ARTI VISIVE E DELLA MUSICAUNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI PADOVA |

Padova, dal Medioevo al Rinascimento, fu primario centro di produzione libraria, dove si attese non soltanto alla trasmissione della parola scritta ma anche ad altissimi livelli di stile e densità di pensiero, alla manifestazione per immagini dei contenuti e dei significati del testo. I grandi committenti erano la cattedrale, i numerosi ed importanti monasteri benedettini, i conventi degli ordini mendicanti e in particolare quello annesso alla Basilica del Santo, l'Università e le istituzioni civili. Una fioritura che trovò stimolo anche in un altro fenomeno: l'intensissimo collezionismo librario che a Padova vide la formazione di cospicue biblioteche pubbliche e private arricchite da esemplari, padovani e non, riccamente illustrati.
Obiettivo della mostra è evidenziare la straordinaria ricchezza della cultura e della civiltà figurativa a Padova quale appare nell'illustrazione del libro manoscritto e del primo libro a stampa. Tra i grandi capolavori di epoca più alta che grazie a questo progetto vengono presentati al pubblico l'Evangeliario della Cattedrale del 1170, l'Epistolario di Giovanni da Gaibana del 1259, i corali gotici della cattedrale e della Basilica del Santo, tutti i principali cimeli della miniatura fiorita intorno alla Corte Carrarese, con i libri di Francesco I ora alla Bibliothéque Nationale di Parigi e quelli di Francesco II divisi tra varie biblioteche internazionali.
Di straordinario interesse, la sezione dedicata ai testi in volgare con esemplari assolutamente eccezionali tra cui raffinatissimi canzonieri provenzali e il celeberrimo Erbario Carrarese ora patrimonio della British Library. Nel Quattrocento dopo il passaggio di Padova sotto il dominio veneziano, sorgono nuove grandi biblioteche. Due fra tutte: quella voluta dall'Abate Barbo, riformatore dell'ordine Benedettino, nell'Abbazia di Santa Giustina e quella allestita dal vescovo Donato cui appartiene il famoso Evangeliario datato 1436 ora a New York.
Accanto alle biblioteche monastiche (il cui patrimonio disperso è stato in buona parte rintracciato), vanno ricordate le raccolte dello Zeno e del Barozzi, ricche soprattutto di incunaboli, miniati in modo esemplare da artisti di primo piano come Giovanni Vendramin o Antonio Maria da Villafora. Nell'illustrazione degli incunaboli (splendidi quelli raccolti dal finanziere tedesco Pietro Ugelheiner) emerge anche la personalità di Benedetto Bordon le cui opere, rintracciate in biblioteche e collezioni di tutta Europa, saranno ampiamente documentate nella mostra.
L'arte della miniatura a Padova vide operosi epigoni di ottimo livello fino a tutto il Settecento nell'illustrazione dei registri dell'Università, dei libri liturgici, negli ultimi Corali della Basilica del Santo e dell'Abbazia di Santa Giustina e ancora delle raffinate "schede di professione" monastica oggi all'Archivio di Stato.
Sedi della mostra:
La mostra della miniatura a Padova viene prorogata fino al 25 luglio nella sede del Monte di Pietà
Padova, Praglia e Rovigo nel Veneto. |
Collegamenti stradali e ferroviario. |
|
Direzione: Gian Franco Martinoni e Davide Banzato Progetto e coordinamento scientifico: Giordana Canova Mariani Organizzazione: Settore Attivitą Culturali Comune di Padova Catalogo: Franco Cosimo Panini Editore |
Regione Veneto Provincia di Padova Comune di Padova Abbazia di Praglia Accademia dei Concordi Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo
Università di Padova, Dipartimento di Storia delle arti visive e della musica |
| Home page Dipartimento | Home page Università |